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L’ernia del disco si opera solo quando serve davvero.

Ernia del disco lombare e cervicale, protrusioni, stenosi del canale. Si parte sempre dalla strada conservativa: dove non basta, c’è la chirurgia della colonna, valutata insieme al neurochirurgo.

È un problema diffusissimo, con liste d’attesa lunghe e pochi centri che lo trattano per intero. Qui valutazione, terapia e recupero stanno in un posto solo.

Corridoio della clinica: un paziente in attesa e due operatori sanitari che si confrontano

Un percorso, non quattro pareri

Valutazione, terapia conservativa, chirurgia e riabilitazione nello stesso edificio e nella stessa cartella.

Prima di parlare di intervento

La maggior parte delle ernie discali non va operata. Guarisce, o si stabilizza, con una terapia conservativa fatta bene: farmaci nella fase acuta, ozonoterapia paravertebrale, fisioterapia e rieducazione del modo in cui carichi la schiena. Chi ti dice il contrario al primo colloquio ti sta vendendo qualcosa.

L’intervento entra in gioco quando la strada conservativa è stata percorsa e non basta, o quando ci sono segni che non concedono tempo. Allora, però, conviene non rinviare: un nervo compresso a lungo recupera meno e più lentamente.

Quando l’intervento diventa la strada giusta

  • Dolore che non cede dopo settimane di terapia corretta, e che ti impedisce di dormire, lavorare o camminare per la distanza normale.
  • Deficit di forza: il piede che cede, la punta che non si solleva, la gamba che non tiene sulle scale.
  • Sensibilità che si riduce in modo stabile, non solo il formicolio che va e viene.
  • Stenosi del canale con claudicatio: dopo pochi metri devi fermarti o sederti, e ripartire solo dopo una pausa.
  • Segni di urgenza — perdita di controllo di vescica o intestino, deficit motorio che peggiora di giorno in giorno. Qui non si aspetta: si va in pronto soccorso.

Che cosa trattiamo

  • Ernia del disco lombare e cervicale. Il quadro più frequente: lombosciatalgia o cervicobrachialgia che non risponde alle terapie.
  • Protrusioni discali e discopatie degenerative sintomatiche.
  • Stenosi del canale lombare. Il canale si restringe e comprime le radici nervose: è la causa più comune del dolore alle gambe dopo i sessant’anni.
  • Sindromi da compressione radicolare di altra origine, valutate insieme al neurochirurgo.

Le tecniche possibili vanno dai trattamenti percutanei sul disco alla microchirurgia con accesso mirato, e la scelta dipende dal livello interessato, dal tipo di ernia e dalla tua situazione complessiva. Alla visita ti si dice quale è indicata nel tuo caso, e perché quella e non un’altra.

Perché questa pagina esiste

Il mal di schiena è il disturbo muscolo-scheletrico più diffuso che c’è, e quello su cui si gira di più: dal medico di base al fisioterapista, dal fisiatra all’ortopedico, spesso senza che nessuno chiuda il cerchio. Nel frattempo le liste d’attesa pubbliche per una valutazione neurochirurgica sono lunghe, e i centri che trattano la colonna in strutture di queste dimensioni sono pochi.

Qui il percorso sta in un posto solo: valutazione, trattamento conservativo, ozonoterapia, chirurgia se serve, e la riabilitazione dopo. Senza referti da portare in giro.

Come si procede

Visita e lettura degli esami

Esame neurologico e rilettura della risonanza che hai. Si stabilisce se il quadro è conservativo o chirurgico, e lo si scrive.

La strada conservativa, se c’è

Terapia della fase acuta, ozonoterapia paravertebrale, fisioterapia e rieducazione del carico. Si ricontrolla a una data fissata, non «quando capita».

Intervento, se serve

Tecnica scelta sul tuo quadro, con preventivo scritto prima di decidere. Regime e durata della degenza dipendono dall’intervento e te li diciamo in visita.

Domande frequenti

Ho un’ernia sulla risonanza ma poco dolore. Devo operarmi?
Quasi certamente no. Si opera un paziente, non una risonanza: molte ernie visibili agli esami non danno sintomi e non vanno toccate. Quello che conta è come stai e che cosa non riesci a fare.
Quanto si aspetta per una valutazione?
Pochi giorni per la visita. È il motivo principale per cui ci si rivolge qui: nel pubblico la sola valutazione può richiedere mesi. Chiamaci.
Dopo l’intervento quanto si sta fermi?
Dipende dalla tecnica e dal livello. In generale si rimette in piedi presto, perché il movimento precoce fa parte del recupero, ma i tempi del lavoro e dello sport sono molto diversi da caso a caso: alla visita te li diamo concreti.
Quanto costa, e siete convenzionati?
Il preventivo è scritto e consegnato alla prima visita, prima che tu debba decidere qualunque cosa. Molte polizze e fondi sanitari coprono questi interventi, in forma diretta o a rimborso, e in sede si può attivare un finanziamento: vedi finanziamenti e convenzioni.

La schiena ti blocca da mesi?

Raccontaci che cosa senti e che cosa hai già provato: ti diciamo qual è il passo che manca.

  • Lunedì – venerdì, 9:00 – 20:00
  • Viale Alfonso Casati 4, Muggiò (MB)
  • Parcheggi pubblici liberi e parcheggio interno