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Prima una diagnosi vera. Poi, se serve, si opera.

Visita ortopedica specialistica per adulti, sportivi e bambini. Valutazione clinica, lettura degli esami che porti e indicazione terapeutica scritta, nella stessa seduta.

È il passaggio da cui dipende tutto il resto: senza una diagnosi giusta, qualunque terapia è una scommessa.

Ortopedico che esamina il ginocchio di un paziente durante la visita specialistica

La visita decide tutto il resto

Valutazione clinica, lettura degli esami che hai già e indicazione terapeutica nella stessa seduta.

Che cosa succede nella mezz’ora che passi qui

La visita non è un passaggio burocratico per arrivare a un intervento: è il momento in cui si decide tutto il resto. Un’indicazione sbagliata qui costa mesi, e a volte un’operazione che non serviva.

  • Ti si ascolta. Da quanto fa male, quando fa male, che cosa non riesci più a fare. Metà della diagnosi sta in questo racconto.
  • Si guarda e si muove. Esame clinico dell’articolazione e di quelle vicine: un ginocchio che duole può nascere da un’anca o da un appoggio.
  • Si rileggono i tuoi esami. Lastre, risonanze, ecografie e referti che hai già, anche vecchi. Portali tutti: ci evitano di farti ripetere accertamenti.
  • Si decide la strada. E te la diciamo scritta: conservativa, infiltrativa, riabilitativa o chirurgica, con i tempi e, se serve operare, il preventivo.

Se la soluzione non è chirurgica te lo diciamo. Non tutto si opera, e proporre un intervento che non serve è il modo più rapido per perdere un paziente e la sua fiducia.

Chi vediamo

  • Adulti. Artrosi, dolore articolare, esiti di traumi, patologie della mano, del piede e della colonna.
  • Sportivi. Infortuni acuti e da sovraccarico, con l’obiettivo del ritorno all’attività e non solo della fine del dolore.
  • Bambini e ragazzi. Valutazioni dell’età della crescita: appoggio del piede, postura, schiena, dolori di accrescimento.

Perché conviene farla qui

Perché chi ti visita è chi ti opera, e chi ti opera lavora nello stesso piano dei fisioterapisti. Il percorso non si interrompe fra un reparto e l’altro: se all’indicazione segue un’infiltrazione, un’artroscopia o un ciclo di riabilitazione, si fanno qui, e chi li fa sa già la tua storia.

E perché i tempi sono quelli veri: in genere la prima visita si fissa entro pochi giorni, con fasce anche in pausa pranzo e dopo il lavoro, fino alle venti.

Che cosa portare

  • Lastre, risonanze, TAC ed ecografie che hai, anche se non sono recenti.
  • I referti di visite precedenti, e il nome di chi te le ha fatte.
  • L’elenco dei farmaci che prendi, compresi gli antinfiammatori da banco.
  • Per un problema di piede o di appoggio: le scarpe che usi davvero tutti i giorni, non quelle nuove.

Domande frequenti

Quanto si aspetta per una visita?
Pochi giorni, di solito: non c’è una lista d’attesa da scalare. Ci sono fasce anche in pausa pranzo e dopo il lavoro, fino alle venti. Chiamaci e ti diciamo la prima disponibilità vera di questa settimana.
Serve l’impegnativa del medico di base?
No, per la visita in regime privato puoi prenotare direttamente. Portati quello che hai già — lastre, risonanze, referti, anche vecchi: ci evita di farti rifare esami che hai già fatto.
Posso venire solo per un secondo parere?
Sì, ed è una delle cose che ci chiedono più spesso. Portaci la diagnosi che hai: la rileggiamo con te e ti diciamo con franchezza se la condividiamo. Anche quando significa dirti che l’indicazione che hai già è giusta.
Quanto costa la visita, e siete convenzionati?
Il costo te lo diciamo al telefono prima che tu venga. Molte assicurazioni e fondi sanitari coprono la prestazione, in forma diretta o a rimborso: vedi la pagina finanziamenti e convenzioni, oppure dicci quale polizza hai e verifichiamo insieme.

Vuoi un secondo parere?

Portaci la diagnosi che hai già: la rileggiamo con te.

  • Lunedì – venerdì, 9:00 – 20:00
  • Viale Alfonso Casati 4, Muggiò (MB)
  • Parcheggi pubblici liberi e parcheggio interno